Edificio Polifunzionale Santagostino

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Nella confusione delle moderne periferie, un edificio capace di imporsi con un uso discreto del colore e con un sobrio gioco di geometrie semplici. Città diffusa. Dietro l’eleganza lessicale di questa espressione coniata in anni recenti dagli studiosi di urbanistica, si cela quasi sempre un indistinto tessuto costruito a bassa qualità formale. La città diffusa non è altro che quel continuum urbano che si stende oramai come una interminabile periferia attorno alle nostre grandi città. Un agglomerato disomogeneo di attività, epoche e funzioni diverse: reperti di archeologia industriale, centri commerciali, frammenti di vecchi borghi oramai inglobati e stretti fra svincoli e superstrade, sopravvissute testimonianze della cultura contadina, basi logistiche per lo smistamento delle merci e, soprattutto, una disordinata teoria di condomini, villette e piccoli capannoni.

Un paesaggio instabile, al cui interno occorre costruire con cautela, pena lo scomparire sommersi dal rumore di fondo prodotto da mille forme disarticolate e contraddittorie. È con questo spirito che si sono mossi i progettisti di un nuovo centro polifunzionale realizzato nel comune di Paderno Dugnano, seconda cintura industriale della grande metropoli milanese. Sullo sfondo di un disordinato contesto urbano, il nuovo edificio si presenta come un volume solido e compatto. Un monolite di forma semplice e squadrata, la cui sagoma rigorosa era dettata dai limiti del lotto, dagli edifici adiacenti e dai regolamenti edilizi. Tutta l’attenzione del progetto si è dunque concentrata sulla pelle dell’edificio e sul ritmo delle aperture, unico margine di libertà concesso al disegno.

Il progetto si risolve in un pattern sincopato, nel quale le finestre irregolarmente disposte dialogano con un rivestimento ottenuto con una parete ventilata in ceramica multiformato a casellario sfalsato. Realizzata da Marazzi Engineering, la parete ventilata è rivestita da una libera quanto rigorosa composizione di elementi in gres porcellanato della serie Marazzi Monolith, scelti nel colore nero e con finitura bocciardata. Ad accendere l’edificio sono i risguardi multicolori delle finestre, che insieme alla pensilina d’ingresso rossa, fungono da reagente di contrasto cromatico. Pochi elementi, ma usati con chiarezza, assicurano all’edificio una precisa identità, piccolo punto fermo in un paesaggio a bassa
definizione d’immagine.

Galleria
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Collezione utilizzata nel progetto
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