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Il fascino inesprimibile dell'immagine

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Il fascino inesprimibile dell'immagine

“Luigi Ghirri. The Marazzi Years 1975 – 1985” è la mostra curata da Ilaria Campioli al Palazzo Ducale di Sassuolo che raccoglie l'importate corpus di immagini realizzate da Luigi Ghirri per Marazzi, a testimonianza della feconda collaborazione tra creatività e impresa. Raccontando l'originale e personale capacità del fotografo di costruire l'immagine, unita a una visione ironica e colta. 

In un decennio a partire dal 1975, Marazzi invita Luigi Ghirri a fotografare le sue collezioni. Nascono i “Portfolio Marazzi”, in cui i primi fotografi invitati – Luigi Ghirri, Cuchi White e Charles Traub – collocano le piastrelle di ceramica nel contesto del proprio linguaggio artistico. Così Ghirri racconta questo lavoro: “La ceramica ha una storia che si perde nella notte dei tempi. Costituisce da sempre un 'oggetto' su cui poggiano altri oggetti: i mobili, i gesti, le immagini e le ombre delle persone che abitano questi spazi. Nel creare queste immagini ho tenuto conto di tutto questo e ho cercato, utilizzando superfici di colore diverso e sovrapponendo oggetti e immagini, di ricostruire uno spazio che non fosse lo spazio fisico e misurabile di una stanza reale, ma piuttosto una rappresentazione...”. In dieci anni Ghirri realizza per Marazzi un importante corpus di opere, a testimonianza della feconda collaborazione tra creatività e impresa. Quasi del tutto svincolate dai canoni dell’immagine pubblicitaria, le immagini sono estremamente coerenti con la ricerca artistica e visiva e i temi cari al fotografo: la superficie, l’oggetto comune, il progetto, il paesaggio, la luce come genius loci. Queste fotografie, circa 30, sono protagoniste oggi della mostra Luigi Ghirri. The Marazzi Years 1975 – 1985, a cura di Ilaria Campioli, al Palazzo Ducale di Sassuolo (16 Settembre- 31 Ottobre 2021): un progetto espositivo realizzato dalle Gallerie Estensi in collaborazione con l’Archivio Luigi Ghirri e Marazzi Group.


Luigi Ghirri utilizza la ceramica per approfondire questioni relative la funzione stessa della fotografia. Le piastrelle ceramiche diventano una “griglia”, un grande foglio quadrettato che stimola la riflessione e l'interrogazione sui temi della rappresentazione: miniaturizzazioni, cambi di scala, ombre, l'inserimento di oggetti inattesi e il ribaltamento del punto di vista. Ghirri vede la fotografia come una continua opportunità di indagine sul mondo, attraverso la capacità evocativa del gioco e della memoria. Per Ghirri nessuna immagine è diretta e immediata: quasi sempre nascondono un sistema di figure, riflesse, nascoste o esaltate dalle ombre alimentando l'equivoco, l'ambiguo o il doppio. Ghirri ha prodotto per Marazzi un insieme coerente di opere, in cui il suo sguardo ironico e sottile è sempre presente per “rivelaci qualcosa di magico e meraviglioso, una sorpresa deliziosamente borgesiana, in cui un vago sentimento di improbabilità abbraccia tutto ciò che vediamo, e un sorge un leggero dubbio su ciò che è vero e ciò che è falso” (Georges Perec, L'oeil ébloui, 1981).


“Nella produzione realizzata per Marazzi”, spiega Ilaria Campioli, curatrice della mostra, “Luigi Ghirri inserisce il materiale ceramico all’interno di una riflessione più ampia sulla rappresentazione. Le superfici entrano a far parte di quel sistema di misurazione e riduzione del mondo in scala così importante per l’autore in quegli anni. La combinazione dei diversi piani e le griglie gli permettono di approfondire la riflessione sulla conoscenza e sull’apprendimento, come fossero un foglio su cui imparare ogni volta a scrivere e disegnare.”


Dal Palazzo Ducale il corpus di immagine si sposterà a Paris Photo (11-14 Novembre 2021).


Luigi Ghirri. The Marazzi Years 1975-1985
A cura di Ilaria Campioli

Gallerie Estensi, Palazzo Ducale di Sassuolo
Piazzale della Rosa 10
Sassuolo, Modena

16 settembre – 31 ottobre

Progetto di allestimento e grafica: Studio Folder

Scopri di più
www.gallerie-estensi.beniculturali.it
www.ghirri.marazzi.it
www.archivioluigighirri.com