Inaugurato il Parco Lineare Marazzi, l’intervento di rinaturazione urbana che trasforma circa un chilometro del perimetro dello stabilimento in un diaframma verde capace di rafforzare il legame tra l’area industriale e la città di Sassuolo.
Con oltre 5.300 piante tra alberi, arbusti ed essenze diverse, quello che per anni era stato un muro di confine diventa oggi un paesaggio in continua evoluzione. Il progetto, realizzato dallo Studio MC2AA Dario Costi e Simona Melli Architetti con i paesaggisti di B Scape, include una barriera acustica integrata nel verde lungo il perimetro dello stabilimento, pensata per migliorare il comfort dell’area rispetto sia al rumore delle attività produttive sia al traffico veicolare su Via Ancora. A settembre 2026 sarà completato anche il tratto finale di Via Henry
Dunant, che darà continuità all’intero intervento.
Le rilevazioni ambientali effettuate lungo il Parco Lineare evidenziano differenze nelle concentrazioni di alcuni inquinanti atmosferici tra le aree caratterizzate dalla presenza della fascia vegetale e le aree prive di schermatura. In particolare, nei punti monitorati si registrano riduzioni della concentrazione di polveri sottili fino al 33%, nonché riduzioni variabili degli ossidi di zolfo (SOx) fino al 33% e del monossido di carbonio (CO) fino al 67%. Tali risultati suggeriscono un contributo positivo della fascia vegetale alla mitigazione locale di questi inquinanti, mettendo in luce il valore della vegetazione come elemento attivo nel miglioramento della qualità dell’aria in ambito urbano.

Al centro dell’intervento c’è il dialogo tra prodotto industriale, natura e arte. Il parco si sviluppa attraverso diversi livelli di vegetazione che trasformano progressivamente il confine dello stabilimento in un paesaggio naturale e urbano al tempo stesso. Lungo il percorso, alcune installazioni con grandi lastre ceramiche creano episodi architettonici pensati per dialogare con il quartiere e valorizzare le potenzialità espressive della ceramica. Il primo, sul limite sud dell’insediamento a ridosso della massicciata ferroviaria, è un omaggio allo sguardo di Luigi Ghirri, che negli anni Settanta e Ottanta raccontò questo territorio e la ceramica con una sensibilità lontana dai canoni della comunicazione pubblicitaria: un invito a ritrovare bellezza nel paesaggio di tutti i giorni.