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La "Cantina Su Entu" dello studio Casciu - Rango vince il concorso "La Ceramica e il Progetto" per la categoria commerciale.

Lunedì 27 Luglio 2015
I gres Sistem N e Sistem T di Marazzi dialogano con la tradizione rurale attraverso l’architettura progettata dallo studio Casciu–Rango. 

La "Cantina Su Entu" dello studio Casciu - Rango  vince il concorso "La Ceramica e il Progetto" per la categoria commerciale.

"L’architettura per la produzione si nutre necessariamente del dialogo fra macchina e territorio. Macchina è sinonimo di funzionalità, di parti conseguentemente connesse in base alla necessità produttiva. Territorio rimanda alla disponibilità di materia da trasformare, ma allo stesso tempo, come diceva Corboz, il territorio è esso stesso prodotto, spazio di coesistenza fra popolazioni che lo occupano e rapporti organizzativi che su esso vengono instaurati, risultato di processi di uso.  In questo senso gli edifici artigianali o agricoli, quelli a carattere industriale e più genericamente produttivo hanno partecipato e partecipano alla costruzione della dimensione territoriale non tanto perché sono spesso “grandi” contenitori, ma per il contributo che essi hanno dato o, continuano a dare, a porzioni di territorio caratterizzandone la vocazione, la produttività, il paesaggio, ma anche costruendo immaginari altri per gli stessi luoghi.  Il progetto della Cantina Su Entu a Sanluri si colloca all’interno di questa narrazione". Così gli architetti Mario Casciu e Francesca Rango raccontano la genesi del lavoro sulla cantina.

"Posta nelle campagne del Medio Campidano, in un’area della Sardegna che nel tempo ha parzialmente dismesso la dedizione storica all’agricoltura. Nel 2010 la decisione di riprendere la coltivazione a vigneto della parcella utilizzando un manufatto esistente come struttura di supporto alla produzione. L’ampliamento della Cantina, dettato dalle necessità di produzione dell’azienda, dà vita ad un nuovo edificio addossato alla preesistenza, nella parte più alta della parcella, punto di vista privilegiato su tutto il territorio circostante. L’edificio è macchina e territorio allo stesso tempo.

La sua pianta quadrata con corte centrale organizza gli spazi della macchina che funzionalmente seguono il processo di vinificazione, ma che allo stesso tempo aprono lo sguardo sul territorio costruendo con esso un rapporto dialogico. La corte serve gli ambienti per la produzione e la vendita, ogni suo lato ospita una delle fasi della produzione. Gli spazi per la fermentazione del vino sono ospitati in un volume in pietra a doppia altezza collegato al resto dell’edificio tramite un passarella in quota. Sempre dalla corte si accede alla zona imbottigliamento e ai piani superiori o ancora alla zona vendita/degustazione accompagnata da una grande vetrata aperta sul paesaggio circostante. Un unico volume, quello parzialmente interrato che ospita la barricaia, rompe la rigidità planimetrica con un disassamento rispetto all’ortogonalità dell’impianto. Dall’esterno l’edificio si presenta chiuso e massivo, rivestito di pietra e intonaco bianco, con poche bucature calibrate sulla ricerca delle viste del paesaggio circostante. Fanno eccezione il fronte Est e la sua grande vetrata che perimetra lo spazio dell’ala per degustazione e la grande bucatura a tutta altezza dell’area uffici a Sud.
 

La cantina è stato pensata in modo da inserirsi correttamente nel contesto in relazione ai venti e al soleggiamento. Il suo orientamento permette la protezione dai venti predominanti per la fruizione degli spazi esterni. Piccoli accorgimenti progettuali come il pergolato in facciata e la pensilina sulla corte permettono la protezione dal sole nelle ore più calde. La barricaia è posta al livello interrato in modo da garantire il livello di umidità necessario, ricorrendo a mezzi suppletivi solo in particolari condizioni. Il progetto ha utilizzato per la maggior parte materiali locali, come le pietra basaltiche e scistoidi., e comunque materiali sostenibili quali il legno per le strutture e le piastrelle di ceramica per le pavimentazioni.

Gli architetti Mario Casciu e Francesca Rango hanno scelto i gres Marazzi SistemN e SistemT non solo per la praticità, la resistenza e la durevolezza necessarie in un progetto di questo tipo, ma anche per questioni estetiche: la ceramica si armonizza perfettamente con pietre e intonaci tipici dell’ architettura mediterranea e contribuisce a conferire quel senso di continuità tra tutti gli spazi della cantina che diviene uno spazio fluido e senza interruzioni.” 

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