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La nostra camera da letto

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Per Studio Zaven, la camera da letto è il cuore silenzioso della casa, luogo di intimità, memoria e trasformazione. Tra rituali quotidiani e oggetti affettivi, lo spazio si apre alla vita reale.

Marazzi. Under the Skin è un progetto editoriale che celebra i 90 anni di Marazzi, dove la ceramica diventa materia narrativa, capace di raccontare l’identità degli spazi e di chi li vive.

Nel volume, Una Casa Immaginata — una villa di fantasia ideata dalla designer britannica Charlotte Taylor — dà vita a sei ambienti sospesi tra realtà e visione, in cui superfici, colori e texture Marazzi creano atmosfere intime e suggestive.

In questo scenario, sette autori e studi creativi sono stati invitati a raccontare il proprio legame con uno spazio della casa, intrecciando memorie personali, riflessioni progettuali e suggestioni materiche.

Per Studio Zaven, la camera da letto è il cuore silenzioso della casa, luogo di intimità, memoria e trasformazione. Tra rituali quotidiani e oggetti affettivi, lo spazio si apre alla vita reale. La ceramica, con la sua capacità di rifrangere luce e raccontare storie, diventa un abito su misura che veste la casa e ne amplifica l’identità.

“La prima casa in cui abbiamo vissuto insieme era un piano terra nel sestiere di Cannaregio, a Vene- zia, all’interno di un cortile in cui organizzavamo continuamente dei barbecue con gli amici. Il giardino era gigantesco, la casa minuscola, come una piccola baita tutta di legno: il soffitto era bassissimo, dalle finestre piccole entrava poca luce, l’unica porta era quella che dalla camera da letto portava al bagno. Un giorno ci fu un’acqua alta straordinaria, e ci trovammo con la casa allagata e il letto — una struttura tubolare, in metallo rosso — che fluttuava all’interno della stanza. Qualche ora dopo, una volta che la marea si fu ritirata, lo portammo fuori, in giardino, ad asciugare, insieme al resto dei mobili. Per fortuna nei giorni successivi ci fu il sole. Non a caso, in quell’occasione smarrimmo un santino giapponese che avrebbe dovuto proteggerci contro le calamità naturali.

Tutte le case in cui abbiamo vissuto sono state una sorta di open space, con un’idea di apertura e continuità tra la zona giorno e la zona notte. Nella casa in cui viviamo ora, ad esempio, le porte sono a tutta altezza, come tagli nel muro, ma sono sempre aperte. Una volta dovevamo dare la cera nelle camere da letto e allora abbiamo spostato tutti i mobili e costruito una specie di campeggio in salotto, con i materassi per terra per i nostri figli. Abbiamo fatto un picnic, guardato un film, chiacchierato con la luce spenta, e poi siamo andati a dormire. La camera da letto non era più la camera da letto, ma invadeva il resto della casa e creava una situazione di condivisione totale. Alla domenica mattina, invece, il movimento è inverso: dopo aver fatto colazione, ritorniamo tutti a letto e da lì leggiamo qualcosa, ci beviamo un altro caffè, chiamiamo gli amici e i parenti.

Casa Marazzi Bedroom 2 final

Di fronte al letto ci sono due oggetti che abbiamo ricevuto in eredità da persone a cui abbiamo voluto bene: una cassettiera con gli angoli stondati, in legno di ciliegio, e una lampada Arco di Castiglioni, che abbiamo messo in camera perché non stava da nessun’altra parte. Sono una coppia inusuale, ma ci piace svegliarci e vederli ogni mattina, prima di scegliere i vestiti e decidere qual è l’energia della giornata. Il letto l’abbiamo progettato noi qualche tempo fa. La rete ha le gambe molto alte, il materasso è spesso. Per la testiera abbiamo preso una tavola di legno, l’abbiamo rivestita con la gommapiuma e coperta con un lembo di tessuto, poi abbiamo bloccato tutto con una sparachiodi. Ogni tanto cambiamo il tessuto e il colore. È una cosa un po’ punk e fa anche ridere, se pensi che per lavoro ci capita di disegnare letti per le aziende di design.

La camera da letto è l’ambiente della casa in cui tutti noi passiamo la maggior parte del tempo, almeno otto ore al giorno, anche se lo facciamo principalmente in uno stato di incoscienza, mentre dormiamo. Per questo, al di là del fatto che in futuro potrebbe rimpicciolirsi o ibridarsi con altri ambienti della casa, è fondamentale che resti un luogo salubre, in termini di umidità, esposizione, ricircolo d’aria e orientamento rispetto all’asse terreste.

La mattonella, che è nata proprio come rivestimento funzionale per cucine e bagni, per noi è come un pixel che ci aiuta a comporre l’immagine, e può finire per ricoprire pavimento e pareti, interno ed

esterno di uno spazio do- mestico. È una sorta di abito che metti alla casa, che la scalda e le toglie la ruvidezza degli aspetti costruttivi. È il tocco sartoriale che la rende adatta alle persone che ci vivranno dentro e a quelle che verranno dopo. Il fatto di poter lavorare sulla texture, sul colore, sulle fughe rende la mattonella un oggetto con un raggio di sperimentazione più ampio rispetto ad altri materiali. Ci piace quando è smaltata perché rifrange la luce in un modo sempre diverso, amplificando la percezione di uno spazio tridimensionale.

Ecco, una cosa della camera da letto su cui non andiamo d’accordo è la luce che deve filtrare all’in- terno della camera la mattina. Quindi abbiamo negoziato che gli scuri della finestra più vicina al letto restano chiusi, mentre quelli della finestra più lontana dal letto sono aperti. Questo compromesso di coppia ha anche una conseguenza molto bella: quando c’è la luna piena, le onde dell’acqua del canale su cui si affaccia la nostra finestra si rifrangono sul soffitto della stanza. Ci addormentiamo fissando il riverbero della laguna sopra di noi.” – Zaven

Contributo: Studio Zaven
Immagini: Charlotte Taylor

Floor: Slow Pomice and Crogiolo Terramater Cotto
Bedhead: Crogiolo Terramater Struttura Losanga Cotto

Studio Zaven
Zaven è uno studio di progettazione con sede a Venezia, fondato nel 2008 da Enrica Cavarzan e Marco Zavagno. Lo studio è impegnato nei campi dell’arte, dell’architettura, del design e della comunicazione, con attività che spaziano dall’arredamento agli allestimenti, dal product design alle installazioni, dalla grafica alla direzione artistica. Nel corso degli anni lo studio ha vinto numerosi premi, tra cui il XXVIII Compasso d’Oro ADI nel 2024.