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Poche mosse per garantirsi un’aria indoor salubre

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Poche mosse per garantirsi  un’aria indoor salubre

Intervista a Paolo Ciccioli

Paolo Ciccioli, ricercatore associato presso l’Istituto sui Sistemi Biologici del Consiglio Nazionale delle Ricerche si è occupato di chimica ambientale per oltre cinquant’anni. È stato coordinatore di vari progetti europei e nazionali. Da un anno fa parte del comitato scientifico del cluster Home, Health & Hi-Tech (www.hhh-cluster.it).

Con Paolo Ciccioli, ricercatore associato presso l’Istituto sui Sistemi Biologici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), abbiamo parlato di quali aspetti sia importante considerare per la salubrità dell’aria nei nostri spazi di vita.

Quali sostanze dobbiamo considerare più dannose per la salute degli ambienti?

Due sono le principali classi di contaminanti da tenere sotto controllo nell’aria indoor: le polveri sottili (PM10 e PM 2,5), in cui ricadono anche funghi e batteri, e i composti organici volatili (VOC) che, essendo migliaia, non possono essere abbattuti tutti indistintamente. La priorità va data dunque ai più tossici. Nel novero dei contaminanti indoor vanno inclusi anche i virus che vengono diffusi in goccioline (droplet) di dimensioni relativamente grandi (da 5 a 5000 micrometri), e che possono essere quindi eliminati dagli stessi sistemi in grado di abbattere il particolato fine PM 2,5. In commercio esistono vari sistemi di abbattimento dinamici per contaminanti indoor (impianti di filtrazione e depurazione) ma il problema maggiore è che non esiste una metodica che ne attesti le reali prestazioni. Questa sarà la sfida dei prossimi anni; la definizione di un metodo a livello internazionale per certificarne campi di applicazione e relativa efficacia.

 

Come possiamo orientarci per essere ragionevolmente tranquilli di abitare in spazi di vita salubri?

Dobbiamo tranquillizzare chi ci legge. Se in una abitazione si puliscono le superfici interne con sostanze quali l’ipoclorito di sodio, l’acqua ossigenata o il vapore, e si areano spesso i locali, l’accumulo di sostanze tossiche con cui entriamo in contatto è molto ridotto, e i rischi per la salute fortemente limitati. Bene anche la posa di materiali batteriostatici e battericidi, per garantire l’igienicità costante di ripiani, pareti e pavimenti che dovranno, anch’essi comunque, essere sottoposti a pulizia periodica.

Anche l’ozono può essere usato per sanificare l’aria ma va applicato ad altre concentrazioni, e l’ambiente deve quindi essere adeguatamente arieggiato dopo il trattamento. I raggi UV-C sono un altro sistema efficace ma nocivi per l’uomo; il loro utilizzo non può essere fatto in presenza di persone e non agiscono nelle zone d’ombra.

 

Dove è necessario applicare le tecnologie di abbattimento per garantire buoni livelli di qualità dell’aria?

In luoghi che accolgono molte persone - quali uffici, supermercati, stazioni, aeroporti, spazi della produzione, e nei mezzi di trasporto pubblico - è raccomandato l’uso di sistemi di abbattimento dinamici. Tali sistemi possono essere sia autonomi che centralizzati, integrati agli impianti di ventilazione e condizionamento. Consigliati anche nelle abitazioni localizzate in aree urbane inquinate, dove la ventilazione non sempre consente una diminuzione dei contaminanti.

Sono molte le tecnologie oggi a disposizione: il passaggio attraverso filtri solidi o soluzioni liquide o il trattamento con plasma freddo ionizzante e i raggi UV-C. Tuttavia, lo spettro e la composizione dei contaminanti è talmente vasta che nessuna di esse, da sola, è in grado di purificare e sanificare completamente l’aria. Per questa ragione sono allo studio, ed in fase di produzione, sistemi che sfruttano contemporaneamente più tecnologie.