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Verso un digitale glocal

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Verso un digitale glocal

Intervista a Palomba Serafini Associati

Ludovica + Roberto Palomba curano il progetto digitale della mostra Elle Decor Grand Hotel che segna il passo verso un nuovo modo di concepire gli allestimenti temporanei. Ben oltre la semplice mostra, si tratta di un vero e proprio progetto architettonico nel contesto storico di Palazzo Morando a Milano.

Quanto la pandemia può essere foriera di nuove occasioni per l'ingegno umano. Per non mancare il consueto appuntamento autunnale con la mostra sui temi del contract, dell'hospitality e dell'interior design, Elle Decor ha affidato a Ludovica + Roberto Palomba un allestimento 100% digitale. Da Grand Hotel a IperHotel, la mostra è diventata l'occasione per riflettere sulle potenzialità che la tecnologia offre e su nuovi format allestitivi temporanei.

 

“Prima di tutto”, racconta Roberto Palomba, “il digitale ci consente di raccontare una storia non solo al pubblico milanese ma a quello internazionale di settore, che viene a scoprire un altro luogo (reale) di Milano. E anche di allargare il concetto di mostra temporanea, che presuppone in sé la dimensione fisica e locale dell'evento. In futuro possiamo essere più 'glocali': connotare l'allestimento fisico con un'esperienza di intrattenimento online che apra scenari di immaginazione senza i limiti dello spazio reale. Il livello di simulazione odierno è talmente sofisticato che offre una percezione molto veritiera degli spazi, perfino iperrealistica. La simulazione mantiene l'empatia e l'emozione legata alla scoperta degli ambienti. Reale e virtuale sono due livelli di racconto che insieme conferiscono qualcosa di nuovo”.

 

Sugli ambienti progettati. “l'iper-hotel è un vero e proprio progetto, che abbiamo affrontato come se davvero dovessimo realizzare l'albergo. Siamo partiti dai concetti di distanziamento e separazione, rendendoli valori positivi: gli elementi di filtro e barriera divengono qui scenografie, muri di verde e quinte teatrali che contraddistinguono la qualità dello spazio. Per una risposta più intima e poetica a problemi attuali. La zona lounge diviene una sequenza di tre ambienti, in cui gli elementi spaziali aprono a collegamenti ipertestuali, stabilendo una correlazione tra la specificità dell'architettura e lo scenario culturale milanese. Ci siamo spinti dalla scala dello spazio a quella degli oggetti e delle finiture. Le collezioni Marazzi ci hanno consentito di dare una percezione fisica e materica al progetto digitale: i marmi lucidi riflettono il colore della luce, così come l'effetto pietra, nello specifico Grande Stone Look Ceppo di Gré, che richiama quella che più connota l'urbanità di Milano, conferisce senso materico all'immagine bidimensionale”.

 

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