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Il confine consapevole tra naturale e artificiale

Tempo di lettura: 4 minuti

Il confine consapevole tra naturale e artificiale
Studio Calvi Brambilla

Intervista a Studio Calvi Brambilla

Che cosa rappresenta per un progettista l'“effetto pietra” del grès porcellanato ? E quali usi progettuali di questi materiali, al di là dei rivestimenti a pavimento o a parete? Ne parliamo con Fabio Calvi dello studio Calvi Brambilla, fondato nel 2006 a Milano e conosciuto per i progetti di allestimento e le architetture d'interni quali residenze private, uffici e negozi.

Il grès porcellanato effetto pietra raggiunge oggi performance e livelli di mimesi altissimi. I sofisticati processi di stampa Sublime Sync consentono non solo di riprodurre le venature e le superfici caratteristiche dei vari litotipi, ma anche di restituirne le texture superficiali, come la porosità e le tipiche sensazioni tattili. A questo si aggiunge la possibilità dei grandi formati, che possono essere tagliati a misura per applicazioni inattese, oltre i rivestimenti a parete o a pavimento. Si aprono quindi nuovi orizzonti progettuali.


Siete soliti usare materiali che richiamano le pietre naturali o rimanete fedeli agli originali?

Siamo “laici” su questo aspetto. Utilizziamo sia i materiali naturali sia quelli effetto pietra o legno, perché questi ultimi hanno indiscutibili vantaggi e ci semplificano la vita di architetti. Sono prodotti industriali con degli standard e garantiscono prestazioni che ci consentono molteplici utilizzi. Per esempio, in una villa che stiamo costruendo, li abbiamo posati in continuità all'interno, all'esterno e a bordo piscina, studiando dei formati ad hoc. Abbiamo fatto tagliare il grès per realizzare basi di colonne (tori), gradini, angoli, griglie di scarico per la piscina e così via. Con un unico materiale si può fare tutto, riducendone anche lo spreco.


E dal punto di vista prestazionale?

La leggerezza del grès porcellanato consente una posa più facile delle pietre naturali ed è indeformabile alle varie temperature. Difficilmente in natura si trova un materiale tanto omogeneo. In termini di lavorazione, oggi è possibile richiedere alle aziende spessori simili alla pietra naturale e perfino con la venatura che continua nello spessore. Nel retail, il grès consente di realizzare pavimenti ad alta percorrenza effetto legno, materiale in quei contesti non durevole, mantenendone il calore visivo. L'effetto estetico è il medesimo. Nel settore del contract che deve sottostare a rigide tempistiche di cantiere, queste vengono abbattute grazie a questi materiali industriali, pronti e nei formati e spessori desiderati. Dal nostro punto di vista non deve esserci competizione tra le pietre vere e il grès porcellanato effetto pietra, perché in un certo senso sono complementari. Sta alla capacità del progettista trovare l'equilibrio.


Quali usi alternativi si possono prefigurare?

Il grès porcellanato consente versatilità d'uso e di dimensioni. Lo usiamo anche per risolvere dei problemi tecnico progettuali: per esempio, sempre nella villa privata, lo abbiamo impiegato per creare degli “scuretti” tra la parete e il soffitto prefabbricato, per segnare il passaggio tra gli elementi. I grandi formati ci hanno consentito di tagliare la ceramica a misura. Possiamo immaginare anche tagli meno geometrici e più mistilinei o utilizzare le differenti texture per creare delle grafiche che possono adattarsi alle dimensioni del muro da rivestire. È come adattare una mappa grafica alla specificità di ciascuna parete.